Or dunque vidi in te l’ancella di un tempo
che ancor scaldava il bimbo
al sacro fuoco nella notte in tempesta, mentre su
fredde pareti veniano scagliate ombre di amore e morte
dalle fiamme del vecchio alare di pietra.
Fuori impervia la procella ed i fiocchi di neve
si abbattono in su per le valli,
fin sul battente della mia finestra…
come vorrei poter sognare ancora.
I pensieri si perdono, si torcono
per tornare sotto altra forma
e che bello rivedere il tuo viso anche solo per un’ora.
Un’altra alba è giunta sotto questo plumbeo cielo
mentre i fiocchi di neve bussano impervi alla mia dimora…
e si arriverà la notte,
con il ricordo che ho di te,
perché mai nessuno ti amerà più di me…
piccola rosa d'inverno.
(Pubblicata sull'antologia 2004 Fonopoli Parole in Movimento ed inserita nell'Aprile del 2006 nel mio romanzo "Vendetta")